Milano Sconosciuta

Domenica 30 settembre 2018
ore 14.30

Visita Guidata

 

Fontane e Fontanelle
Parole d'Acqua a Milano

 

Acqua di monte/acqua di fonte/acqua piovana/acqua sovrana /acqua che odo/acqua che lodo/
acqua che squilli/acqua che brilli/acqua che canti e piangi/acqua che ridi e muggi.
Tu sei la vita e sempre sempre fuggi.(Acqua, Gabriele D’Annunzio) 

Abbiamo scomodato il Vate, con questa filastrocca, per introdurre il percorso che andremo a fare parlando dell’acqua a Milano. Non dei Navigli, opera idraulica memorabile che ha dato volto e ricchezza alla nostra città, e neppure delle rogge e dei fontanili di Milano, o dei suoi fiumi oggi nascosti sotto la città moderna che ha bisogno di strade carrozzabili e non di vie d’acqua. Parleremo invece di quelle acque che brillano, zampillano, si fanno udire, che montano e s’acquietano nelle fontane!

Sì, Milano ha ben 74 fontane che traggono acqua dalle ricche falde del sottosuolo, restituendola e versandola in bacini più o meno monumentali, più o meno conosciuti.

Le fontane di Milano si trovano nel centro storico, così come nelle aree periferiche. Abbelliscono piazze e giardini. Purtroppo a volte appaiono dimenticate e non degnamente rispettate e valorizzate. Certo Milano non può competere con le scenografiche e teatrali fontane della Roma barocca, ma, come è sua indole, con discrezione, anche lei mostra qua e là fontane pregevoli che recano la firma di celebri artisti e di famosi architetti, fontane più antiche o moderne, che meritano tutta la nostra attenzione. Partendo da Piazza San Babila, dove si trova una delle fontane più recenti, opera di Caccia Dominioni, arriveremo fino al Parco del Castello per concludere con i Bagni Misteriosi di De Chirico … e, cammin facendo, ci lasceremo condurre dal filo del racconto delle “parole d’acqua” affidato alle fontane e alle “vedovelle”, che ancora sono rimaste a dispensare refrigerio nelle calde giornate estive! Una curiosità: la più antica vedovella è quella che ancora oggi si può vedere in Piazza della Scala. Realizzata in bronzo, e non in ghisa come tutte le altre, da Luca Beltrami che, per la bocca a forma di drago, trasse ispirazione da uno dei doccioni del Duomo!
N.B. Il percorso si snoda per 3 km circa, ma sarà una piacevole passeggiata con soste per illustrare storia, arte, aneddoti delle fontane e fontanelle

 

 

 

 

 

 

Milano e il suo Passato

Domenica 14 ottobre 2018
ore 14,30

Visita Guidata

Alla Ricerca delle Torri Perdute
Un Salto nei Secoli fra Storia, Arte e Curiosità

 

 

Milano è la città che in Italia si è maggiormente sviluppata in altezza: i grattacieli svettanti dei quartieri di recente riqualificazione ed edificazione – Porta Nuova e City Life – hanno mutato completamente lo skyline della città e la guglia della Madonnina, con i suoi 108 metri, non rappresenta più il limite dove fermarsi, il limite da non oltrepassare… il mito della città che sale esaltato dai futuristi è una realtà che ci appartiene. Ma c’era un tempo in cui le città tutte, piccole e grandi, erano caratterizzate dalla presenza di edifici che si innalzavano sfidando le leggi della statica: campanili, torri difensive, torri gentilizie erano parte integrante del tessuto urbano. Già in antico, lungo le mura che cingevano le città si erigevano torri di avvistamento, ma fu soprattutto nei secoli del Medioevo che torri e campanili diventarono segni distintivi di ogni borgo e di ogni realtà urbana. Le città medievali erano spesso arroccate, protette entro mura fortificate, rocche e castelli le difendevano dagli assalti di nemici. All’interno tante chiese e conventi con i loro campanili, le piazze del mercato, del potere civico e religioso costituivano centri di aggregazione, mentre le case-torri, alti edifici spesso culminanti con merlature ora ghibelline, ora guelfe, marcano la città e, più alte erano, più identificavano il potere e la ricchezza della famiglia a cui appartenevano.  Chi non ha presente le città che più di tante altre hanno conservato il tessuto medievale? San Giminiano è forse l’esempio più famoso e affascinante, ma Bologna, grande città, non è da meno e le sue Torri della Garisenda e degli Asinelli, sono a tutti note, Pavia… “Città dalle cento torri”… quante città hanno guadagnato questo appellativo? Tante. E Milano fra queste. Sembra impossibile, ma è così. Anche Milano aveva le sue alte torri, oltre naturalmente ai tanti campanili, che la distinguevano. Poi, nei secoli, la modernità e la trasformazione quelle torri le hanno distrutte, oppure le hanno occultate, tanto che oggi pochi milanesi le sanno ritrovare. Il nostro percorso è un invito a ritagliarsi del tempo passeggiando per Milano, nel suo cuore pulsante di vita, con il naso in su, alla ricerca delle torri perdute dall’epoca romana, al Medioevo: secoli di storia, di arte, ma anche di curiosità!

 

 

 

 

 

 

 

    

 

  

 

 

 

 

 

Milano e il suo Passato

Domenica 11 novembre 2018
ore 15.00

Visita Guidata

 

Esplorando le Collezioni del Castello Sforzesco
Gli Arazzi dei Mesi e Mobili e Arredi

 

Il Castello, oltre ad essere uno dei monumenti più significativi di Milano, possiede ricche collezioni d’arte che molti ancora non conoscono e che meritano di essere ammirate ed apprezzate, fra queste la spettacolare serie degli Arazzi dei Mesi del Bramantino e la collezione di mobili e arredi dal Quattrocento al Novecento Entrambe si trovano al piano superiore del Castello dove un tempo si trovavano le stanze private dei Duchi e nella grande Sala della Balla, che fu teatro delle feste ducali e delle partite di pallacorda.

Proprio qui sono esposti i dodici grandi ARAZZI DEI MESI disegnati da Bartolomeo Suardi, il Bramantino, tessuti a Vigevano all’inizio del Cinquecento, e commissionati dall’ambizioso e potente Maresciallo di Francia e governatore di Milano, Gian Giacomo Trivulzio.

Si tratta di un vero calendario figurato, dove il “tempo”, grande tema che interessa da sempre l’ambito filosofico, antropologico, scientifico, è trattato secondo il computo delle stagioni e dei mesi … è il tempo dell’uomo, della sua quotidianità, del lavoro, delle feste pagane e cristiane, è la storia ciclica della vita e del cosmo.

Nella sezione dedicata alla storia del MOBILE, la ricca collezione di arredi ci proietta in un viaggio ideale attraverso il gusto dell’abitare. Dal tempo della Corte con i lussuosi cassoni di nozze, alle meraviglie dell’erudizione delle Wunderkammern tra Cinque e Seicento con stipi realizzati in legni pregiati, con inserti di avorio, di cristalli di rocca e pietre preziose. Dall’epoca barocca con il gusto teatrale e riccamente decorato, le poltrone e le consolles riflesse nelle Gallerie degli Specchi, all’Ottocento Liberty ispirato alle linee fluenti della natura, al XX secolo, dove trionfa il design (Gio Ponti, Sottsass, Mendini …), con pezzi unici rimasti negli annali del Made in Italy

 

 

 

 

  

Biglietteria Teatrale

 

A grande richiesta torna in scena

 

Mercoledì 14 novembre 2018
Ore 20.30

 

“Mary Poppins”
Vieni e Vivi un'Esperienza Incredibile

 

Teatro Nazionale Che Banca – Piazza Piemonte 12 – Milano 

 

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Con più di 90.000 biglietti venduti e le platee praticamente sempre esaurite in tutti i primi tre mesi di repliche, Mary Poppins il musical è stato un successo strepitoso! Una vera e propria MARYPOPPINS-MANIA ha contagiato adulti e bambini che ogni sera si sono emozionati, hanno applaudito e cantato con gli attori in scena. Tanto il fervore trasmesso anche nelle centinaia di messaggi e commenti arrivati nelle pagine social del musical.

C'è chi lo spettacolo l'ha visto più volte e chi è arrivato da molto lontano per non perdersi l'evento, c'è chi si è commosso rivivendo ancora una volta le emozioni provate da bambino e chi queste emozioni le ha volute trasmettere ai propri bambini, c'è chi ha colto l'occasione per chiedere la mano alla propria fidanzata e chi non ha esitato a portare a teatro sia i nonni che i figli... e tutti, proprio tutti, hanno vissuto due ore e mezza di pura magia!

Basato sulle storie di P. L. TRAVERS e sull'omonimo film della WALT DISNEY Musica e Parole delle canzoni originali RICHARD M. SHERMAN e ROBERT B. SHERMAN Libretto JULIAN FELLOWES .Nuove canzoni e Musica e Parole aggiunte GEORGE STILES e ANTHONY DREWE . Co-creatore CAMERON MACKINTOSH. Originariamente prodotto da CAMERON MACKINTOSH e THOMAS SCHUMACHER per DISNEY THEATRICAL PRODUCTIONS. Questa produzione è presentata grazie a un accordo con MUSIC THEATRE INTERNATIONAL (Europa). Regia FEDERICO BELLONE Coreografie GILLIAN BRUCE. Supervisione musicale SIMONE MANFREDINI.

La magica storia della tata più celebre del mondo in uno show fatto di incredibili effetti e coinvolgenti coreografie, ma soprattutto canzoni indimenticabili come Supercalifragilistichespiralidoso, Cam caminì, Com'è bello passeggiar con Mary e Un poco di zucchero. La versione italiana dello show ha un cast numeroso, una grande orchestra dal vivo, straordinarie coreografie, spettacolari cambi scena, costumi sontuosi e incredibili effetti speciali. Chi non ha sognato almeno una volta di incontrare Mary Poppins in carne ed ossa e chiederle di cantare insieme Un poco di zucchero o Supercalifragilistichespiralidoso, di camminare con lei sui tetti della città, di vederla volare in alto, davanti ai nostri occhi, con il suo buffo ombrellino in mano? Chi non ha mai provato a riordinare la propria stanza con uno schiocco di dita? E sulle note di una canzone intonata da uno spazzacamin, sarà facile riuscire a immedesimarsi nei personaggi e rivivere le scene del film nella magia del palcoscenico

 

 

 

 

 

Il Settecento a Milano

Mercoledì 21 novembre 2018
ore 16,30

Visita Guidata

 

Palazzo Clerici
Nella Galleria del Tiepolo il Trionfo del Rococò

 

 

Palazzo Clerici è uno dei tanti luoghi da scoprire che Milano gelosamente custodisce.

Una nobile dimora privata, di non facile accesso al pubblico, che al suo interno ha conservato intatto uno dei capolavori del Rococò settecentesco: la Galleria dipinta da Tiepolo.Gianbattista Tiepolo, maestro veneziano tra i più amati al suo tempo, non esitò ad allontanarsi dalla sua città, per raggiungere Milano dove lo attendevano prestigiose e ricche committenze.

Nel 1731 decorò Palazzo Archinto, poi Palazzo Casati-Dugnani, la Cappella di San Satiro nelle Basilica di Sant’Ambrogio … fino alla sua opera milanese più splendida e brillante: il grande affresco della Galleria di Palazzo Clerici.

Con un’inesauribile vena creativa, Tiepolo trasfigura lo spazio reale della lunga e stretta galleria in un qualcosa di spettacolare: un’avvincente sequenza di figure mitologiche e allegoriche svolazzano nel terso cielo azzurro fra squarci di luce e colori brillanti in un tripudio di fantasia e teatralità tutta rococò!

 

 

 

Milano Mostre Mudec

Domenica 25 novembre 2018
ore 16,00

Visita Guidata

 

Paul Klee 
Alle Origini dell’Arte

 

La mostra di Paul Klee al Mudec di Milano presenta il lavoro del grande artista tedesco in una prospettiva inedita, collocandone l'opera in quel fermento primitivista di ritorno alle origini che caratterizzò l'Europa agli inizi del XX secolo. In un mondo in cui la modernità sembrava diventare sempre più incalzante, veloce, quotidiana e anche inquietante, si fece largo nella cultura  europea l'idea che il ritorno ad uno stile di vita primordiale potesse rappresentare una salvezza per l'anima e per la cultura umana, in una convinzione diffusa che non mancò di condizionare larga parte delle avanguardie storiche. Da Paul Gauguin a Jean- Jacques Rosseau, considerati i precursori del Primitivismo, da Picasso a Carlo Carrà, da Modigliani a Klee, da Matisse al Gruppo Novecento di Margherita Sarfatti, temi quali il recupero di valori, la spontaneità e l’ingenuità entrano a far parte della produzione artistica.

Paul Klee, sempre alla ricerca di un’espressività profonda, si avvicina al primitivismo nel 1914 dopo un viaggio in Tunisia in cui entra in contatto con territori ancora incontaminati, in cui il rapporto tra uomo e natura si palesa in tutta la sua forza vitale e positiva. Sarà per Klee anche l'inizio di una personalissima ricerca espressiva sul colore, in cui le tonalità calde si fanno specchio del sentimento primigenio.

La mostra di Paul Klee al Mudec di Milano propone una ricca selezione di capolavori a olio, tempere, acquarelli e disegni posti in un rimando puntuale ad oggetti dell’antichità classica, manufatti provenienti dalla collezione del Museo Etnografico del Mudec, riviste e documenti dell’epoca legati alla formazione di Klee, in un percorso che suggerirà al visitatore non soltanto la grandezza del pittore, ma anche atmosfere, luoghi e sentimenti che si riallacciano a un passato mitico e sognato.

 

 

 

 

Le Grandi Mostre di Palazzo Reale

Domenica 9 dicembre 2018
ore 14,30

Visita Guidata

 

Picasso
La Metamorfosi

 

Se tutte le tappe della mia vita potessero essere rappresentate come punti su una mappa e unite con una linea,  il risultato sarebbe la figura del Minotauro.
Pablo Picasso, Minotauromachia (1935)

Pablo Picasso, il genio dell’arte del XX secolo, torna a Palazzo Reale in una mostra diversa ed intrigante.In un emozionante percorso scandito in sezioni tematiche, le sue opere che guardano al mito e all’antichità trasfigurata, ma in fondo mai persa di vista nella ricerca estetica dell’artista, sempre in bilico tra la tensione verso linguaggi visivi nuovi e i codici della cultura classica in cui è radicato.  Anzi, possiamo ben dire che Picasso utilizza il repertorio mitologico classico per far trasparire i grandi temi della modernità. Attraverso minotauri, fauni, centauri ed altri esseri ibridi, cortei bacchici e combattimenti coi carri, emergono i temi cari all’artista: la corrida, l’arena, la guerra, l’ebbrezza, la passione e l’eros. Sono i temi peraltro che vedono al centro l’uomo, antico e moderno, la sua lotta contro il male, il suo sentimento estremo di fronte alla brutalità della guerra e l’anelito alla pace.

In mostra oltre 200 opere di Picasso, fra dipinti, sculture, incisioni, oltre alle opere di grandi maestri antichi che dialogano con il genio catalano, provenienti dai più importanti musei francesi e dal Museu Picasso di Barcellona.
Sei le sezioni: Mitologia del Bacio: Ingres, Rodin, Picasso; Arianna tra Minotauro e Fauno; Alla Fonte dell’Antico – Il Louvre; Le “Demoiselles” del Dyplon: tra greci, etruschi e iberici; L’antichità delle metamorfosi; Antropologia dell’antico.

Non c’è altro da aggiungere, c’è solo l’attesa per questo evento assolutamente imperdibile!

 

 

 

 

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